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Il governo torna a parlare dei giovani e dell’importanza di riavvicinarli al mondo del lavoro. Per questo l’INPS ha emanato la circolare numero 56 il 12 aprile scorso, per informare sui nuovi sgravi fiscali che spettano a quelle aziende che decidono di assumere giovani fino ai 36 anni con contratto a tempo indeterminato.

La forte crisi dovuta alla pandemia ha aggravato la situazione già precaria descritta dai dati ISTAT, del nostro paese. Una situazione che tocca maggiormente i giovani e le donne. 

Uno dei dati più preoccupanti appunto è quello sulla disoccupazione femminile, che ha visto le donne dover rinunciare al proprio impiego per accudire i figli o un anziano malato (gli ultimi dati ISTAT parlano del 48% di disoccupazione). Mentre per quanto riguarda i giovani turba l’alto numero di giovani che si arrendono alla ricerca del lavoro e decidono di non seguire corsi di formazioni in quanto ritenuti inutili. 

Come funziona la manovra 

Gli sgravi fiscali sono rivolti a quelle aziende che assumono giovani fino a 36 anni con contratti a tempo indeterminato. L’imprenditore potrà beneficiare dell’esonero al 100% sul versamento dei contributi per un massimo di 6.000 € annui per 48 mesi per Sardegna, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia e Calabria e per 36 mesi per tutte le altre regioni.  

Risulta chiara l’intenzione di aiutare le regioni del Sud in quanto sono da sempre le più colpite dal fenomeno della disoccupazione. 

Chi non potrà usufruirne 

Non sarà possibile accedere agli sgravi per i giovani che hanno già lavorato in quella stessa azienda con contratto stabile o per i lavoratori con contratto di apprendistato, o i lavoratori domestici. 

Potranno accedere agli sgravi gli imprenditori che non hanno nei 6 mesi precedenti licenziato singolarmente i propri dipendenti per giusta causa o che hanno effettuato licenziamenti di massa. Lo sgravo inoltre sarà di circa 500 € mensili e rivolto solo ai contributi previdenziali e non alle atre tipologie di contributo versate dal datore di lavoro.  

Sono inoltre escluse le aziende del settore finanziario e della pubblica amministrazione. 

Insomma, una manovra fatta per premiare quegli imprenditori virtuosi che puntano a formare e a rendere un valore aggiunti i giovani all’interno delle proprie aziende. 

Michele Zanni

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